Abbiamo concluso in settima posizione il Campionato Italiano Open Flying Junior (ovvero aperto alla Classe Internazionale FJ), svoltosi a Brenzone sul Garda dal 29 al 31 agosto 2024. Sono stata a prua del timoniere messicano Hermann Mergenthaler, ex olimpico classe 470 (Los Angeles 1984) e fratello del compianto Eric Mergenthaler, Campione del Mondo Finn nel 1992 a Cadice, a sua volta olimpico in ben tre edizioni dei Giochi sempre per la classe Finn (1984, 1988 e 1992), purtroppo scomparso prematuramente nel 2020.
Dopo quasi quarant’anni lontano da scotte e boe Hermann decide di recente di riavvicinarsi alla vela e, attraverso l’intercessione di un amico, acquista un FJ Galetti del 1969 in mogano, Joie de Vivre, con armo moderno. Una barca di linee classiche, molto performante, con la quale partecipa al Campionato Mondiale FJ lo scorso Luglio a Travemunde, insieme al giovane connazionale Yanic Gentry (olimpico a Rio 2016 nella classe Laser), chiudendo in ottava posizione.
Con l’entusiasmo di chi ha appena riscoperto la passione e il piacere di navigare mi chiama, per regatare insieme al Lago di Garda al Campionato Italiano Open 2024, sempre con il suo FJ Galetti, sotto i colori del Messico e il glorioso numero velico MEX 33.
E qui posso dire che in 9 prove vivo un’esperienza meravigliosa, scopro l’umiltà e la preparazione di un grande atleta che torna a giocare col suo vento, che compensa ogni mio errore con garbo e pazienza e che ammette le sue poche e trascurabili imprecisioni con il sorriso e la tranquillità consapevole e positiva dei velisti veri, in uno spagnolo a tratti spigoloso per via della lunga permanenza professionale in Germania e in Olanda. Così diventiamo un equipaggio allegro, che comunica con poche parole che definiremo ridendo “itagnolese” per via del mix incomprensibile di italiano, spagnolo e inglese. Scopriamo che sfumature di slang tipicamente velico come “far respirare le vele” o “procedere strapoggiati”, “essere a gallina” o “strallare e quadrare” sono per lo più intraducibili, hanno apposite locuzioni nelle altre lingue, ma non c’è tempo per i sofismi poliglotti quando sei a ferro e fuoco con le altre
barche, sotto le raffiche di vento, con uno “scarso” a sei lunghezze dalla boa.
E così sperimento l’intesa fatta di cenni, la tattica decisa a sguardi, il feeling di chi allunga una mano per prendere un oggetto dalla cassetta degli attrezzi e se lo ritrova in mano. Sperimento l’universalità della vela, quel peculiare linguaggio condiviso che in una planata sotto spinnaker fa tacere il bruciore delle spellature alle mani con un sorriso beato, in una virata eccellente genera un cenno soddisfatto, in una scelta tattica azzeccata trova appagamento con esclamazioni in una qualsiasi lingua di questo mondo.
Un settimo posto nazionale, il nostro, che celebra il fratello scomparso di Hermann con un Garda perfetto, accarezzato da una Ora gioiosa e luccicante a specchio, spettinato da un Peler frizzante in grado di far tornare bambini anche i più seriosi. Un settimo posto che sancisce la mia guarigione, dopo un anno dalla malattia gravissima che stava per portarmi via. Un settimo posto dopo tre giorni di vento, di amicizia, di serenità e divertimento, di Joie de Vivre, che valgono un oro olimpico vinto a suon di “tack” e “strambole” tra i venti della vita.
Onorata di aver regatato sotto i colori del Messico sento di aver resa fiera l’Italia, il mio Paese, con l’amicizia e la conoscenza tra i popoli e le culture, attraverso quel sortilegio senza tempo né spazio che è la Vela.
Grazie Hermann! E grazie alle nostre splendide barchette: i Flying Junior.


Bello Camila, Tierno y sentido!
Un placer leerlo!
A seguir navegando!
Viva Mexico, minchia anche io voglio l’esperienza messicana, Mi manca nel curriculum ti invidio.
Complimenti a Camilla per l’articolo, lo leggi tutto d’un fiato per come ti prende… brillante ed entusiasmante! Brava!!
Brava Camilla bell’articolo.!! Scrivi più spesso!
M
Quando la vela non è solo sport…
È magia, emozione, poesia, ricordi e speranze!