Quando durante gli ultimi Campionati Italiani a Brenzone, conoscendo la mia voglia di avere un van Dusseldorp, Hermann mi ha avvertito che Hylke Sasse vendeva Fliegende Jongen, non ostante il dolore della riacutizzazione della mia ernietta discale ho subito fatto mio (e di Filippo) questo ‘Mostro Sacro’ Olandese senza alcuna esitazione, con una scusa inattaccabile: “me lo regalo per il mio settantesimo compleanno!!”
Un van Dusseldorp così blasonato credo sia un po’ un sogno comune per molti FJ sailors italiani. Io e Filippo ci siamo saliti per ora una sola volta quanto basta per capire che si tratta di una barca molto diversa dal nostro amatissimo Poletto PsicopatiKa, e che per ottenere gli stessi risultati ottenuti con il nostro Poletto dovremo impegnarci non poco… più che pleonastico non poter neppure sperare di cercare anche solo di avvicinarci ai risultati che Hylke è stato in grado di fare con Fliegende Jongen (F.J.).
Credetemi, voi che lo conoscete solo di fama, Hylke Sasse è un vero campione naturale o spontaneo ovvero uno di quei velisti che hanno una mente fatta apposta per regatare… e vincere. Certo non è il solo Olandese Volante, Guido Sol, per dirne uno soltanto, gli fa buona compagnia.
Ma comprando la sua barca, chiedendogli lumi vari su F.J., sono entrato un minimo in confidenza con lui ed è stato tale lo stupore di capire la ‘naturalezza’ di campione ‘spontaneo’ che ho deciso di chiedergli se poteva raccontarmi la storia sua e di F.J. … la mattina dopo mi è arrivato il suo scritto che pubblico tradotto integralmente in lingua italiana dalla mia amica AI.
Hylke mi ha fornito anche alcune foto che ho integrato con quelle prese da Flickr proprio dall’ultimo mondiale, che lo ha visto classificarsi al secondo posto con due UFD per partenza anticipata.
Auguro a tutti una buona lettura.
Marco Lombardi
Fliegende Jongen – Dieci anni, innumerevoli ricordi e un ultimo volo.
Ci sono barche sulle quali navighi, e ci sono barche che diventano parte della tua storia.
Per me, Fliegende Jongen – NED 1332 è stata senza dubbio una di queste.
La classe FJ è una delle classi veliche più amichevoli e, al tempo stesso, più sportive che io conosca. In acqua è competitiva, ma a terra è incredibilmente accogliente. Puoi lottare duramente per ogni metro durante una regata e poi ritrovarti a bere una birra insieme subito dopo. È proprio questa combinazione che rende la classe FJ così speciale per me.
Durante la mia giovinezza ho navigato su diverse barche, tra cui Optimist, Mirror, Laser Radial e, infine, FJ.
La mia storia con il Flying Junior è iniziata nel 2011, quasi per caso.
Quell’anno Jori Vermeij, che regatava con NED 1419, chiese nel mio circolo velico se ci fosse un prodiere disponibile per partecipare con lui alla regata di Pasqua, tradizionalmente l’evento di apertura della stagione FJ olandese.
Accettai di fare il prodiere e, a quanto pare, andammo abbastanza bene perché Jori mi chiedesse immediatamente di partecipare con lui al Campionato Mondiale FJ di Nieuwpoort, in Belgio, più tardi nello stesso anno.
E così, quasi senza rendermene conto, avevo scoperto la classe FJ.
Ho regatato come prodiere per circa un anno e mezzo, prima di cambiare ruolo e passare al timone.
Le prime volte furono… impegnative.
L’FJ è una barca con la quale è molto facile ritrovarsi a fare un bagno. E noi ne facemmo parecchi!
Ma questa è anche la bellezza della vela: più tempo trascorri sull’acqua, più impari. Lentamente i bagni diventarono meno frequenti, la barca sempre più familiare e i risultati cominciarono a migliorare.
Negli anni successivi riuscimmo progressivamente a risalire dalla metà della flotta fino alle prime posizioni.
Nel 2016 arrivammo secondi a Stellendam e partecipammo a regate in tutta l’Olanda, in Germania e in Italia. Uno dei momenti più belli fu l’Italian Open sul Lago di Bracciano nel 2016, che vincemmo.
Quella vittoria mi diede la fiducia necessaria per compiere il passo successivo.
Nasce Fliegende Jongen – NED 1332
Durante l’inverno 2015/2016 si presentò un’opportunità inaspettata.
Mi venne offerta la possibilità di acquistare un FJ che si trovava nel mezzo di un’importante opera di ristrutturazione. Il precedente proprietario aveva iniziato il progetto, ma non lo avrebbe portato a termine. Le coperte erano state rimosse e la barca aveva bisogno di moltissime cure prima di poter tornare in acqua.
Una parte del lavoro potevo farla personalmente, ma certamente non tutto.
Chiesi quindi a una persona del cantiere Van Eijk, conosciuto per aver costruito molte bellissime barche sportive in legno, di occuparsi delle coperte e di alcuni dei dettagli più importanti, compresi i punti di scotta del fiocco.
Fece un lavoro eccellente.

Quando riavetti la barca, completai personalmente tutto ciò che rimaneva da fare. Grazie anche ai preziosi consigli di Guido e Jori su come armarla correttamente, nella primavera del 2016 Fliegende Jongen era finalmente pronta per navigare.

Allora non avevo la minima idea di quanto questa barca sarebbe diventata importante per me.
Tanti prodieri, tanti Paesi, tantissimi ricordi
Nei dieci anni successivi, Fliegende Jongen mi ha portato a regatare in tutta Europa e ho avuto la fortuna di navigare con molti prodieri diversi.
Nel 2017 ho regatato con Daria Marino in Slovenia, dove abbiamo concluso al quarto posto.
Nel 2018, a Travemünde, ha regatato con me Bart van den Hondel e siamo arrivati secondi.
Ma nel 2019 è cominciato qualcosa di speciale.
Trovai una nuova prodiera proprio sul posto di lavoro: Madelein van der Hout.
Dopo alcune uscite di prova decidemmo di formare un equipaggio e iniziò così un percorso insieme che sarebbe durato cinque anni.
Il nostro primo Campionato Mondiale fu quello di Porto San Giorgio nel 2019. La curva di apprendimento fu ripida, ma riuscimmo a concludere terzi assoluti, grazie soprattutto a una seconda metà della settimana particolarmente positiva.
Poi arrivò il Covid.
Il mondo si fermò, ma noi continuammo a navigare insieme ogni volta che ci fu possibile.
E quando finalmente, nel 2021, la flotta FJ poté ritrovarsi, eravamo pronti.
Nel 2021 vincemmo il Campionato Mondiale a Monnickendam.
Naturalmente vincere un Campionato del Mondo è qualcosa che non si dimentica mai. Eppure, in qualche modo, sentivamo che la storia non fosse ancora completa.
A causa del Covid molti equipaggi internazionali non avevano potuto raggiungere l’Olanda.
Volevamo quindi dimostrare di poterlo fare ancora.
E nel 2022, a Como, diventammo nuovamente Campioni del Mondo.
Questa volta la sensazione fu diversa. La flotta internazionale era tornata, la competizione era forte e vincere a Como fu un momento che ricorderò per sempre.
E, a quanto pare, non avevamo ancora finito.
Nel 2023 continuammo la nostra serie vincendo ancora una volta, questa volta sul Lago di Garda.
Tre titoli mondiali consecutivi.
Fu un periodo incredibile, ma ebbe anche un prezzo. In quegli anni Madelein subì diversi infortuni e alla fine decise di smettere di regatare.
Ancora una volta mi trovai alla ricerca di un prodiere.
Nel 2024 iniziai a regatare con Doete.
Entrambi avevamo molto da imparare e non mi aspettavo certo che saremmo stati immediatamente in grado di lottare per le prime posizioni. Al Campionato Mondiale di Travemünde arrivammo, almeno nella mia mente, da outsider.
Ma la vela ha uno strano modo di sorprenderti.

Di nuovo Campioni del Mondo!
Questa vittoria fu forse una delle più speciali.
Non perché fosse necessariamente la più difficile, ma perché mi insegnò qualcosa di importante: con il giusto lavoro di squadra, impegno e volontà di imparare, si può ottenere molto più di quanto inizialmente si ritenga possibile.
L’ultimo Mondiale di Fliegende Jongen
Dopo Travemünde iniziai a chiedermi quale dovesse essere la mia prossima sfida, nella vela e nella vita.
Amo profondamente regatare in FJ.
Ma dopo così tanti anni di competizioni sentivo il bisogno di mettermi alla prova in un modo diverso.
E così presi una decisione difficile.
Dopo esattamente dieci anni con Fliegende Jongen, decisi che il Campionato Mondiale 2026 all’Isola d’Elba sarebbe stato l’ultimo evento con lei.
Mi sembrava il momento giusto.
Dieci anni.
Innumerevoli regate.
Prodieri diversi.
Vittorie, delusioni, scuffie, lunghi viaggi, mattine prestissimo e notti finite tardi, condizioni di navigazione incredibili e amicizie destinate a durare molto più a lungo delle regate stesse.
Dopo il Mondiale dell’Elba avrei venduto la barca.
Il primo a rispondere fu Marco Lombardi.
E mi sembrò la scelta giusta.
Marco ha un entusiasmo incredibile per il Flying Junior e conosco bene la passione che nutre per questa classe.
Così Fliegende Jongen ha adesso una nuova casa.
Spero sinceramente che Filippo e Marco possano divertirsi con Fliegende Jongen quanto mi sono divertito io e che la facciano volare sull’acqua il più spesso possibile.
Perché è proprio quello che a lei piace fare più di ogni altra cosa.
Un ultimo volo, ma non un addio
Vendere la barca non significava però la fine della mia storia con il Flying Junior.
Nel 2026 ho regatato con Annemart Schmal e in pochissimo tempo siamo diventati un equipaggio molto forte.
Al Campionato Mondiale abbiamo vissuto alcuni bellissimi duelli in acqua, soprattutto con Guido e Koen.
Questa volta sono stati loro l’equipaggio più forte e hanno meritatamente conquistato il titolo.

Congratulazioni a entrambi!
Per Annemart e per me, concludere al secondo posto è stato un risultato di cui siamo immensamente orgogliosi.

Ma forse ancora più importante è stato quanto ci siamo divertiti durante tutto il percorso.
E, alla fine, è proprio questo che per me il Flying Junior ha sempre rappresentato.

Così, dopo dieci anni, Fliegende Jongen – NED 1332 ha lasciato le mie mani.
È strano vedere un altro equipaggio navigare su una barca che per così tanto tempo è stata una parte così importante della mia vita.
Ma sono anche molto felice che per Fliegende Jongen inizi un nuovo capitolo.
E spero che ci saranno ancora moltissime regate, moltissimi sorrisi e, magari, anche qualche bagno lungo la strada.
Non salirò mai più su un FJ?
Non credo proprio.
La classe Flying Junior mi ha dato troppo perché io possa semplicemente voltarle le spalle.
Forse, allora, questo non è affatto un addio.
È semplicemente la fine di un capitolo e l’inizio di un altro.

Grazie a tutti coloro con i quali ho navigato, contro i quali ho regatato, con cui ho viaggiato e dai quali ho imparato durante tutti questi anni.
E un ringraziamento speciale a tutti coloro che mi hanno aiutato a continuare a far volare Fliegende Jongen – NED 1332.
Buon vento… e continuate a far volare il Flying Junior!
Hylke Sasse.


Bella storia. Grazie Marco per averla condivisa con noi e congratulazioni Hylke! Buon vento a Marco e Filippo!
Non sto piangendo, è solo che mi è entrato un FJ nell’occhio.
Fantastico
Bel racconto! Centrato lo spirito della classe! Una lezione da imparare…