venerdì, Luglio 19, 2024
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L’importanza di chiamarsi Ernesto, ovvero ode al prodiere

Nel titolo di questo articolo non c’e’ nessun doppio senso alla Oscar Wilde, che ha usato questo nome proprio per una commedia ed una satira (“L’importanza di chiamarsi Ernesto” nella sua lingua inglese il gioco di parole era fra l’aggettivo earnest – serio, affidabile od onesto – ed il nome proprio “Ernest” che hanno una pronuncia assai simile).

Un gioco di parole simile nella nostra lingua lo si potrebbe fare con il nome proprio “Franco”. Mi sarebbe piaciuto trovare un ‘accrocchio’ simile con la parola prodiere ma sia nella nostra lingua che in quella di Wilde (bowman) non esiste.

Così ho preso in prestito il suo titolo, per una mia piccola riflessione sulla figura del prodiere, con la chiara intenzione di attrarre lettori incuriositi da un titolo così insolito. Cercherò di costruirci sopra alcune impressioni dedicate alla figura del prodiere, con l’unico fine di provare a rendere giustizia al ruolo che questa figura ha in una deriva a due come l’FJ.

E’ questo, infatti, un ruolo certamente non secondario ed anzi se ben fatto direi che è assolutamente primario. Cercherò di raccontarlo, per come l’ho vissuto personalmente prima appunto da prodiere e poi da timoniere.

Correva l’anno 1968 quando per la prima volta mettevo piede su una barchetta a vela assieme a mio padre e mio fratello maggiore, Paolo, e caso volle che la barchetta fosse proprio un FJ (Alpa n. velico 125), verde e bianco e quindi chiamato Ramona, come forse si vede nella figura sotto anche se sbiadita dal tempo.

Fig. 1: Lido di Camaiore nel 1968, con mio padre a disarmare Ramona, FJ 125

Non ero certo io il prodiere, al massimo potevo essere elevabile al rango di mozzo. Ricordo che prestavo regolarmente il mio scarso peso di allora spostandomi nel pozzetto dal lato sottovento a quello sopra, per paura di rovesciarmi, come poi avrei imparato con termine più appropriato: di scuffiare.

Dovevano passare tre anni perché potessi assurgere al ruolo di vero prodiere, ruolo che avrei ricoperto per altri 7-8 anni (i più intensi della mia carriera velica) quando, per motivi di studio, Paolo mi avrebbe ceduto la barra del timone per continuare a regatare con Andrea, mio fratello minore, per un altro analogo periodo prima di dover interrompere pure io per motivi di studio/lavoro e, poco dopo, di famiglia.

Il mio ricordo del ruolo di prodiere è pertanto rivestito da quell’aura speciale che solo un’età tra i 14 ed i 28 anni può avere. Ma a completare l’aura che indora quei miei ricordi sta il fatto di aver trascorso quegli anni in una Versilia piena di barche a vela dove d’estate si regatava in media tre volte la settimana.

E gli altri giorni? Dai primi di giugno ad inizio ottobre (rispettivamente fine/inizio anno scolastico) era barca a vela ogni giorno, non con la barca per le regate (quella solo per allenamenti seri 2-3 gg la settimana nelle ore di vento più teso o meno leggero). Gli altri momenti erano con altre barche piuttosto che con quella ufficiale. Si trattava di barche di amici o con la seconda barchetta (Fig.2), quella che mio padre si era preso per non usare quelle con cui andavamo in regata (Fig.3 e 4).

Fig. 2: La barca ‘muletto’ in una regata a Marina di Pietrasanta nel 1974, con mio padre e mio fratello Andrea
Fig.3: in una regata in Versilia nel 1972
Fig.4. in regata a Castiglioncello nel 1975… tradimento con un 470!

Ma bando ai ricordi e provo a tornare al tema centrale di questa mia riflessione: la figura del prodiere, quello vero, quello che ha contezza del suo ruolo in regata e che la esercita ovvero quello che, secondo me, si potrebbe definire il vero capitano della barca.

Infatti, è lui che ha in ogni momento (dal pre-partenza ad arrivo avvenuto) il bandolo della matassa potendo (e dovendo) osservare l’andamento della barca nello spazio e nel tempo in un rapporto e confronto con tutte le altre barche in regata, ma anche col vento, la corrente, in poche parole con il percorso rapportato all’orografia e meteorologia della zona, ecc, ecc.

Se è pur vero che la tattica e la strategia su una deriva a due come il nostro FJ sono decise insieme prima e durante la regata, ma quale timoniere non vorrebbe avere un prodiere che lo guidi proattivamente prima, durante e anche dopo la regata, tra gli eventuali cambiamenti delle condizioni meteo e quindi nel confronto con gli avversari, magari sperando che riesca a prevedere la maggior parte delle cose – comprese le mosse degli avversari – prima degli altri, per cercare di svolgere nel minor tempo possibile il percorso?

Non è questo il momento né il luogo adatto per enumerare tutti i numerosissimi compiti essenziali del prodiere. Uno solo per tutti, la giusta regolazione del fiocco: è chiaro che la regolazione della randa specie nelle andature portanti dipende da quella del fiocco e si badi bene assai spesso non è vero il contrario: quando un prodiere tiene il fiocco troppo cazzato o non abbastanza lascato rispetto all’andatura, il timoniere sarà costretto a regolare di conseguenza la randa e la barca potrà perdere di velocità!

Ma l’importanza di avere un prodiere Ernesto, in questo caso un prodiere vero che ama il suo ruolo e lo esercita con passione perché vi crede, e possibilmente l’importanza di avere un prodiere di cui sopra e di formarvi equipaggio fisso è d’importanza indescrivibile, direi fondamentale.   

Non avendo comunque la grammatura e lo spessore per poter disquisire più di tanto su questa tenzone prenderò a prestito due sole evidenze, per aiutarmi nel filo del mio ragionamento sull’importanza di essere… non Ernesto ma Prodiere:

La prima evidenza a cui rimando il cortese lettore è questa pubblicazione recentemente recuperata dall’amico Luigi candela e ri-pubblicata anche sul nostro sito: Il Prodiere. Bollettino della segreteria italiana 5 Giugno 1967.

Per la seconda evidenza userò il confronto dei risultati di PsicopatiKa nell’anno 2023 versus quelli dell’anno 2022.

Infatti, nell’anno 2023 a causa di un infortunio del suo prodiere PsicopatiKa ha dovuto rinunciare alla coppia stanziale dei suoi conduttori in un buon numero di regate specie nella prima fase dell’anno sportivo e soprattutto a tutti gli allenamenti di inizio anno. Vice versa nell’anno 2022 PsicopatiKa ha trasportato regolarmente per tutto l’anno sportivo in regata (ed in allenamento) il suo solito timoniere ma soprattutto il suo abituale prodiere!!, ovvero al secolo Filippo Pinzauti, detto anche Fili o Pippo per noi dell’FJ-Class-Italia.

Si veda la tabella sotto riportata nella quale sono confrontati i principali risultati nei due anni in oggetto: nel 2022 quando a prua è stato stanziale il prodiere ufficiale e nel 2023 quando il prodiere non è stato presente soprattutto nella prima metà della stagione e quindi negli allenamenti. E per brevità bastino questi dati ma in verità l’analisi dei risultati delle singole regate sarebbe ancor più impietoso… nonostante la stanzialità del timoniere!

2022 2023
Campionato Italiano3Campionato Italiano8
Campionato Mondiale10Campionato Europeo19
Ranking List Prodiere2Ranking List Prodiere6
Ranking List Timoniere2Ranking List Timoniere6
Trofeo Parigi CNM1Trofeo Parigi CNM2

In conclusione, credo che pochi di noi abbiano dubbi sull’importanza di avere un prodiere competente in regata, ma anche un prodiere con cui si possa essere affiatati, insomma con il quale si possa fare ‘equipaggio’ non per far numero ma per navigare di concerto in due, si, ma come se si fosse una persona sola.

La realtà comunque ci dice diverso. Infatti, la figura che più manca (tanti, direi troppi, timonieri la cercano… quasi disperatamente) è proprio quella del prodiere.

Poiché non sono l’unica persona nella Classe a cui piace sognare, tra i tanti progetti potrebbe trovare posto quello di creare una ‘scuola-FJ’ ove si allevino prodieri, quelli veri, quelli che quando sono in barca, in regata o meno, il timoniere sente come saldamente comproprietari delle redini della barca, protagonisti, collaboranti preziosi nelle manovre, nelle fasi concitate della partenza, degli incroci, alle boe, ed in tutte quelle dove predominano tattica, strategia, regolamento, fulmineità, riflessione, ragionamento.

Come a conclusione della commedia di Oscar Wilde, penserete forse che sembro ostentare segni di superficialità. Al contrario, amici della FJ Class, per la prima volta mi rendo conto come sia vitale l’importanza di essere il prodiere!

1 commento

  1. Ciao Giulio, trovo molto azzeccata e soprattutto in argomento la foto di inizio dove si vede chiaramente una ‘molto brava’ prodiera che ha deciso di mollare il suo timoniere per preservarsi il timpano dx… e verosimilmente l’ammutinamento di un altro prodiere (Marcello?)…
    Meno male che la foto è antecedente al mio articoletto…. ma era antesignana…

    Scherzo naturalmente è una prova per Giuliano per vedere se è riuscito a risolvere un problemino sui commenti!!
    Ciao a tutti a presto ormai in acqua!!!
    ML

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