Tutti conosciamo CAMILLA AGNOLI e la sua voglia matta di mare e di vento, figlia d’arte di una famiglia che in mare e in “acqua” ci sa stare.

Beh ha preso carta e penna anzi mouse e tastiera, perchè in questi giorni il timone è sotterrato, e ha scritto a Saily.it promuovendo un’iniziativa davvero lodevole:

questa l’idea di Camilla citando le sue parole

DIARIO DI BORDO DEI GIOVANI VELISTI

“Tutti noi velisti abbiamo un sogno nel cassetto, dal più piccolo al più grande. Ecco questi sogni ora potrebbero essere distrutti, questa situazione è nuova per tutti e più inaspettata che mai. Niente allenamenti, niente regate, niente campionati internazionali. Tutto ciò ci terrà lontani per un po’, lontani dal nostro mondo, dalla nostra passione, ma noi possiamo rimanere vicini, come?

“Beh ognuno di noi al momento avrà mille pensieri per la testa, mille ricordi di momenti passati in mare e a terra con gli amici. Mettiamoli per iscritto, condividiamo le nostre idee, i ricordi divertenti, le emozioni che proviamo quando siamo in mezzo al mare e che vorremmo tornare a provare il prima possibile. Insomma scriviamo un diario di bordo, il diario di bordo dei velisti!

“L’obiettivo è quello di sentirci vicini anche se lontani, farci qualche risata raccontandoci le cose più buffe successe in barca e sentici liberi di raccontare cosa proviamo, senza paura e senza vergogna perché in fondo molti potrebbero rispecchiarsi nelle parole di altri.”

e questo è il suo ricordo di una bella giornata di vela e di amicizia vera.

DAL DIARIO DI BORDO DI CAMILLA: ROMA, 1 MAGGIO 2020, ORE 15:00

Cielo velato, vento variabile.

Mi manca la vela, questo è chiaro.

Sono settimane che sogno di tornare in barca e non vedo l’ora che succeda veramente.

Ho tanti ricordi felici con la mia squadra, molti sono veramente divertenti e sentendomi potreste pensare che do più spazio allo svago e alle risate che ad altro.

Non è così, ci sono momenti e momenti, ma certamente per me e la mia prodiera divertirsi è fondamentale.

È questo che mi manca, si mi manca anche la tensione e la concentrazione delle regate, ma ridere con la mia prodiera mi manca più di tutto.

Una volta in regata hanno dato la partenza, ma noi stavamo provando il campo perciò non abbiamo sentito il segnale.

Quando siamo arrivate sulla linea hanno dato i 4 minuti ma non abbiamo fatto in tempo a prenderli.

Il panico c’era, ma abbiamo deciso di metterci sulla linea e chiedere agli altri quanto mancava.

Una volta sulla linea ci siamo messe a parlare di ciò che avremmo voluto fare in regata e… beh ecco ci siamo distratte.

Hanno suonato l’ultimo minuto, noi eravamo vicino al comitato perciò abbiamo sentito, ci siamo guardate, lei mi ha chiesto “hai preso il tempo” io ho risposto “no, tu?”, lei: “nemmeno io”.

La scena al momento era preoccupante, ci siamo guardate un po’ intorno e alla fine lei mi ha solo detto “vabbè parti, non importa, come va va”.

Conclusione?

La partenza era buona e nonostante il panico del momento, oggi lo ricordiamo ridendoci su.

Quanti di voi hanno fatto la loro migliore partenza proprio a causa di un errore o un ritardo?

Ora le vostre storie

Articolo tratto da:

http://www.saily.it/it/article/diario-di-bordo-dei-giovani-velisti

1 commento

  1. Anche Sergio, bravissimo laserista, vuole raccontare la sua:
    ” Dal racconto di Camilla: “…Il panico c’era, ma abbiamo deciso di metterci sulla linea e chiedere agli altri quanto mancava….” meno male che poi non lo avete fatto …. a febbraio, prima della chiusura … all’ultima regata fatta al Criterium invernale di Santa Marinella ho inavvertitamente resettato il crono … ho chiesto ad un tale del Planet che conoscevo … sto buontempone mi ha dato una trentina di secondi in meno allo start …. mica 15, chessó 10, …. 30 esatti …. mi sono lanciato in controstarter …. uscita perfetta … mi sono detto anche stavolta sono primo (alla regata precedente era andata così, e bene)! Tutti mi guardavano … strabuzzando gli occhi … mi sono detto: “Tho gli ho fatto male a tutti pure stavolta!” … intanto la sirena dello start non la sentivo …. però nemmeno la bandiera di classe scendeva … sto buontempone … vatti a fidare degli avversari … eppure la vela, dicono, è sport cavalleresco …. realizzo, Poggio, provo il rientro dall’estremo del controstarter …. un gommone della giuria mi punta … entrambi guardavano indietro per scattare foto alle barche che tagliavano la linea …. nessuno governava … c’era vento … molto vento …. catapuffete …. bagno clamoroso per evitare la collisione …. c’era vento, faceva freddo …. la stagna purtroppo, chissà dove s’era bucata …. acqua … ma nel senso di acqua salata dentro tutta la tuta … risaltato in barca, anziché tentare la rimonta … ho dovuto togliermi tutto svuotare l’acqua dalla tuta … ed aspettare la partenza della regata successiva …. con il rischio che se il meteo fosse peggiorato sarebbe stata anche un attesa inutile …. planate di lasco per scaldarmi nella lunga attesa … poi una volta dato l’avviso della prova successiva …. riparto sempre benissimo – stavolta non mi sono fatto buggerate dal crono …. – peccato però che quasi arrivato alla boa di bolina … ero avanti a tutti stavolta davvero … crolla e salta il vento …. è tardi … tutti a terra annullata . Risposta per la brava scrittrice Camilla: fatto bene a non chiedere il tempo a qualcuno …. visto che rischi si corrono? Tra l’altro … se lo dici a Palermi … ti squalifica per aiuto esterno …

    Grazie Sergio

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