I’m publishing on the FJ-CLASS-ITALIA website a letter containing some of my reflections, which I sent to the IFJO board after the recent World Championships. The English translation follows at the end of the text. Pubblico sul sito FJ-CLASS-ITALIA una lettera che contiene alcune mie riflessioni e che ho inviato dopo il recente mondiale al direttivo IFJO.
Una visione condivisa per il futuro della Classe Flying Junior
Una riflessione nata dalle amicizie, dall’entusiasmo e dalle esperienze condivise durante il Campionato Mondiale Flying Junior 2026.
Un momento per guardare avanti
Il Campionato Mondiale Flying Junior 2026 di Rio Marina ci ha lasciato ricordi bellissimi.
Cinquantadue barche provenienti da sette nazioni si sono incontrate all’Isola d’Elba. Abbiamo regatato con grande agonismo, ritrovato vecchi amici, creato nuove amicizie e, forse soprattutto, abbiamo avuto ancora una volta la dimostrazione di ciò che rende il Flying Junior così speciale.
Quando le regate si sono concluse, una frase coniata in quei giorni da Lorenzo Barberi è sembrata racchiudere in modo straordinariamente efficace lo spirito della nostra Classe:
Stay Junior and Keep Flying.
Forse queste parole possono aiutarci anche a riflettere sul nostro futuro.
Questo documento non è un programma politico, né intende dire alla IFJO o alle Associazioni Nazionali ciò che dovrebbero fare.
È semplicemente un invito a riflettere insieme su una domanda che riguarda tutti noi:
Quale Flying Junior Class vogliamo lasciare alla prossima generazione?
Questa riflessione nasce anche dal lavoro che Giulio Zanella ed io abbiamo condiviso negli ultimi anni all’interno di FJ Class Italia e dall’esperienza che ci è stata generosamente trasmessa da Sante Marino, già Segretario della nostra Classe e mentore di Giulio, insieme alle idee, all’entusiasmo e all’amicizia di tante persone della comunità internazionale FJ.
Tra queste desidero ricordare in modo particolare Francesca Incardona, il cui impegno come Presidente IFJO ha contribuito a guidare la Classe attraverso un importante periodo della sua storia recente.
1. Più di una barca

Il Flying Junior non è mai stato semplicemente una barca a vela.
Per generazioni è stato un luogo nel quale giovani velisti hanno imparato ad andare a vela, a regatare, a lavorare come un equipaggio e a rispettare i propri avversari.
Molti hanno conosciuto l’FJ da adolescenti e, decenni dopo, fanno ancora parte della sua comunità.
Questa continuità tra le generazioni è uno dei più grandi patrimoni della nostra Classe.
In acqua facciamo sul serio. Combattiamo per ogni metro e per ogni posizione.
Una volta tornati a terra, però, gli avversari tornano a essere amici.
Viaggiamo insieme, ci aiutiamo, condividiamo conoscenze, prestiamo attrezzature e talvolta persino le barche. Le famiglie ci accompagnano. Le amicizie superano i confini nazionali e spesso durano molto più a lungo delle nostre carriere agonistiche.
Questa combinazione di competizione e amicizia non è una caratteristica secondaria del Flying Junior.
È parte della sua identità.
2. Da barca scuola a Racing Academy

Il Flying Junior nacque negli anni Cinquanta come barca scuola per il Flying Dutchman.
Quel DNA educativo non dovrebbe mai andare perduto.
Ma la barca si è evoluta.
Il Flying Junior di oggi è una deriva da regata sofisticata. Richiede capacità di conduzione, intelligenza tattica, preparazione fisica, coordinazione tra timoniere e prodiere e una considerevole conoscenza delle regolazioni della barca e delle vele.
Forse, quindi, dovremmo ripensare ciò che intendiamo oggi quando definiamo l’FJ una “barca scuola”.
Non è semplicemente una barca sulla quale si impara ad andare a vela.
Può essere una barca sulla quale si impara a regatare.
In questo senso, la filosofia originaria del Flying Junior non è scomparsa.
Si è evoluta.
L’FJ può diventare una vera Racing Academy: un luogo nel quale i velisti imparano le capacità, la mentalità e il lavoro di squadra necessari alla vela agonistica.
E questo non significa necessariamente preparare i giovani velisti ad abbandonare la nostra Classe.
Alcuni passeranno alle classi olimpiche, alle barche a chiglia o alla vela d’altura.
Altri resteranno.
Entrambe le strade rappresentano un successo.
3. I giovani: non soltanto reclutamento, ma appartenenza
Se vogliamo che i giovani scoprano il Flying Junior, non è sufficiente dare loro una barca.
Dobbiamo dare loro un motivo per restare.
Questa è stata una delle idee alla base del FJ Youth Meeting, nato dopo aver visto giovani velisti di Paesi diversi incontrarsi al Campionato Mondiale 2022 di Colico, diventare amici e desiderare di trascorrere altro tempo insieme.
Lo Youth Meeting ha dimostrato che la vela internazionale in FJ può offrire qualcosa che va oltre la competizione.
I giovani possono regatare insieme, ma anche incontrare ragazzi di altri Paesi, condividere esperienze e creare amicizie.
In un mondo che offre ai giovani un’enorme varietà di opportunità sportive, questo senso di appartenenza potrebbe essere una delle nostre risorse più importanti.
Dobbiamo coltivarlo.
4. La Racing Academy: imparare insieme
La stessa filosofia ha ispirato lo sviluppo della Italian FJ Racing Academy.
Il suo obiettivo è semplice: creare occasioni nelle quali i velisti possano allenarsi insieme, scambiarsi esperienze e migliorare le proprie capacità agonistiche.
Gli appuntamenti dell’Academy a Brenzone, Forte dei Marmi e Peschiera del Garda, seguiti da ulteriori iniziative, sono piccoli passi, ma suggeriscono un modello che potrebbe svilupparsi molto di più.
Non è necessario creare un’unica struttura internazionale di Academy.
Ogni Associazione Nazionale potrebbe sviluppare attività adatte alla propria flotta, ai propri velisti, ai propri circoli e alle proprie risorse.
Ciò che conta è il principio:
Condividere le conoscenze rende più forte l’intera flotta.
I velisti più esperti possono trasmettere conoscenze sulle regolazioni, sulla tattica e sulla conduzione della barca.
I giovani portano entusiasmo, domande e nuove idee.
L’apprendimento può procedere in entrambe le direzioni.
5. Junior e “Senior Junior”

Il nome della nostra barca contiene una parola che forse dovremmo imparare a interpretare in un senso più ampio.
Junior.
Essere Junior non è necessariamente una questione anagrafica.
La nostra Classe comprende adolescenti, studenti universitari, genitori, velisti esperti e concorrenti che regatano sui Flying Junior da decenni.
Questa non è una debolezza.
È un’opportunità straordinaria.
I più giovani portano energia e rappresentano il futuro.
I velisti più esperti custodiscono conoscenze, storia e tradizioni.
Il Flying Junior può far incontrare queste generazioni anziché separarle.
I nostri “Senior Junior” possono diventare mentori, allenatori, organizzatori e, soprattutto, compagni di vela.
La loro esperienza può inoltre garantire continuità e memoria storica alle nostre Associazioni Nazionali. Una Classe che attribuisce valore ai propri giovani dovrebbe attribuirne altrettanto a coloro che possono trasmettere loro la sua storia, le sue conoscenze e la sua cultura.
E forse i giovani possono aiutare tutti noi a rimanere un po’ più Junior.
Anche questo significa:
Stay Junior and Keep Flying.
6. Incontrarsi più spesso a livello internazionale

Il Campionato Mondiale deve rimanere la grande festa annuale della nostra Classe internazionale.
Ma le esperienze degli ultimi anni ci pongono anche un’altra domanda.
Possiamo creare maggiori opportunità perché i velisti dei diversi Paesi possano incontrarsi tra un grande appuntamento internazionale e l’altro?
Non necessariamente un altro Campionato.
Qualcosa di diverso.
Un incontro internazionale che combini regate di alto livello, allenamento, amicizia e il piacere di trascorrere alcuni giorni insieme.
In Italia stiamo riflettendo sulla possibilità di creare una Flying Junior Mediterranean Cup ricorrente, inserita all’interno di una manifestazione velica internazionale già consolidata e capace di attrarre equipaggi provenienti da diversi Paesi.
Il progetto potrebbe dover attendere fino al 2028, ma forse questo non è l’aspetto più importante.
Ciò che conta è l’idea.
Un incontro internazionale di tre giorni, con un programma completo di regate, scambio tecnico e momenti conviviali, potrebbe diventare un’ulteriore occasione annuale d’incontro per la nostra comunità.
E sebbene una manifestazione di questo genere possa essere ospitata in Italia, il suo spirito non dovrebbe mai essere esclusivamente italiano.
Dovrebbe appartenere alla famiglia internazionale del Flying Junior.
7. Una Classe che condivide
Il futuro di una piccola Classe internazionale non può dipendere soltanto dall’aumento dei numeri.
I numeri contano, naturalmente.
Ma conta ancora di più creare motivi per entrare nella Classe e motivi per rimanervi.
La nostra forza è in ciò che già possediamo:
barche con una storia; velisti esperti desiderosi di condividere le proprie conoscenze; giovani desiderosi di imparare; famiglie e volontari disposti ad aiutare; Associazioni Nazionali con tradizioni differenti; amicizie che già attraversano i confini.
Forse il nostro compito consiste semplicemente nel mettere meglio in relazione queste risorse.
Una barca inutilizzata può diventare la prima barca da regata di qualcuno.
Un velista esperto può diventare il primo mentore di qualcuno.
Un fine settimana di allenamento nazionale può accogliere velisti provenienti da un altro Paese.
Un Campionato Mondiale può creare amicizie dalle quali nascerà la successiva iniziativa internazionale.
Piccole azioni possono produrre grandi conseguenze.
8. Guardare avanti insieme
Il futuro del Flying Junior non sarà costruito da un singolo Presidente, da un solo Comitato Esecutivo o da una sola nazione.
E non dovrebbe esserlo.
Sarà costruito ogni volta che un velista esperto aiuterà un nuovo arrivato ad armare la sua barca.
Ogni volta che un circolo accoglierà una flotta FJ.
Ogni volta che qualcuno presterà una barca per permettere a un altro equipaggio di regatare.
Ogni volta che giovani velisti di Paesi diversi si incontreranno e decideranno di volersi rivedere.
Ogni volta che la conoscenza verrà trasmessa da una generazione alla successiva.
E ogni volta che qualcuno scoprirà che questa piccola deriva può diventare parte della propria vita.
Il Flying Junior è nato come barca scuola.
Forse il suo futuro è diventare qualcosa di ancora più prezioso:
una scuola di regata, una scuola di amicizia e una scuola di vita attraverso la vela.
Conserviamo ciò che ha reso speciale la nostra Classe.
Ma abbiamo anche il coraggio di lasciarla evolvere.
Creiamo per la prossima generazione le occasioni per scoprire ciò che le generazioni precedenti hanno già scoperto:
che il Flying Junior è molto più di una barca.
È una comunità.
E le comunità rimangono vive quando le persone continuano a costruirle insieme.
Stay Junior and Keep Flying.
Marco Lombardi
Presidente, FJ Class Italia
Per tutti coloro che credono che il Flying Junior sia molto più di una barca.
FOLLOWS THE ENGLISH TRANSLATION FOR EVERYONE
SEGUE LA TRADUZIONE IN LINGUA INGLESE PER TUTTI.
STAY JUNIOR AND KEEP FLYING. Reflections after the 2026 Rio Marina World Championships
A Shared Vision for the Future of the Flying Junior Class
Inspired by the friendships, enthusiasm and shared experiences of the 2026 Flying Junior World Championship.
A moment to look forward
The 2026 Flying Junior World Championship at Rio Marina has left us with wonderful memories.
Fifty-two boats from seven nations came together on the Island of Elba. We raced hard, renewed old friendships, created new ones and, perhaps most importantly, saw once again what makes the Flying Junior so special.
When the racing was over, one sentence coined during those days by Lorenzo Barberi seemed to capture the spirit of our class remarkably well:
Stay Junior and Keep Flying.
Perhaps those words can also help us think about our future.
This document is not a political programme, nor is it intended to tell IFJO or the National Class Associations what they should do.
It is simply an invitation to reflect together on a question that concerns all of us:
What kind of Flying Junior Class do we want to leave to the next generation?
This reflection has also grown out of the work that Giulio Zanella and I have shared within FJ Class Italia over recent years, and from the experience generously passed on to us by Sante Marino, former Secretary of our Class and Giulio’s mentor, together with the ideas, enthusiasm and friendship of many people across the international FJ community.
Among them, I would especially like to acknowledge Francesca Incardona, whose commitment as IFJO President helped guide the Class through an important period of its recent history.
1. More than a boat
The Flying Junior has never been simply a sailing boat.
For generations it has been a place where young sailors learned how to sail, how to race, how to work as a team and how to respect their competitors.
Many discovered the FJ as teenagers and are still part of its community decades later.
This continuity between generations is one of the greatest treasures of our class.
On the water we compete seriously. We fight for every metre and every place.
Once ashore, however, competitors become friends again.
We travel together, help one another, exchange knowledge, lend equipment and sometimes even boats. Families accompany us. Friendships cross national borders and often last far longer than our racing careers.
That combination of competition and friendship is not a secondary feature of the Flying Junior.
It is part of its identity.
2. From training boat to Racing Academy
The Flying Junior was born in the 1950s as a training boat for the Flying Dutchman.
That educational DNA should never be lost.
But the boat has evolved.
Today’s Flying Junior is a sophisticated racing dinghy. It requires boat handling, tactical intelligence, physical preparation, coordination between helm and crew and a considerable understanding of tuning and sail trim.
Perhaps, therefore, we should reconsider what we mean today when we call the FJ a “training boat”.
It is not merely a boat in which someone learns to sail.
It can be a boat in which someone learns to race.
In this sense, the original philosophy of the Flying Junior has not disappeared. It has evolved.
The FJ can become a genuine Racing Academy: a place where sailors learn the skills, mentality and teamwork required for competitive sailing.
And this does not necessarily mean preparing young sailors to leave our class.
Some will move on to Olympic classes, keelboats or offshore sailing.
Others will stay.
Both are successes.
3. Young sailors: not only recruitment, but belonging
If we want young sailors to discover the Flying Junior, giving them a boat is not enough.
They need a reason to stay.
This was one of the ideas behind the FJ Youth Meeting, born after seeing young sailors from different countries meeting at the 2022 World Championship in Colico, becoming friends and wanting to spend more time together.
The Youth Meeting showed that international FJ sailing can offer something beyond competition.
Young sailors can race together, but also meet people from other countries, share experiences and create friendships.
In a world offering young people an enormous range of sporting opportunities, this sense of belonging may be one of our strongest assets.
We should nurture it.
4. The Racing Academy: learning together
The same philosophy inspired the development of the Italian FJ Racing Academy.
Its purpose is simple: create opportunities for sailors to train together, exchange experience and improve their racing skills.
The Academy events at Brenzone, Forte dei Marmi and Peschiera del Garda, followed by further initiatives, are small steps, but they suggest a model that could develop much further.
There does not need to be one single international Academy structure.
Every National Class Association could develop activities suited to its own fleet, sailors, clubs and resources.
What matters is the principle:
Sharing knowledge makes the whole fleet stronger.
Experienced sailors can pass on tuning, tactics and boat-handling skills.
Young sailors bring enthusiasm, questions and new ideas.
Learning can move in both directions.
5. Juniors and “Senior Juniors”
The name of our boat contains a word that should perhaps be understood in a broader sense.
Junior.
Being Junior is not necessarily a matter of age.
Our class includes teenagers, university students, parents, experienced sailors and competitors who have been racing Flying Juniors for decades.
This is not a weakness.
It is an extraordinary opportunity.
The younger sailors bring energy and the future.
The experienced sailors carry knowledge, history and traditions.
The Flying Junior can bring these generations together rather than separating them.
Our “Senior Juniors” can become mentors, coaches, organisers and, above all, sailing companions.
Their experience can also provide continuity and institutional memory to our National Class Associations. A class that values its young sailors should equally value those who can pass on its history, knowledge and culture to them.
And perhaps the younger sailors can help all of us remain a little more Junior.
That is another meaning of:
Stay Junior and Keep Flying.
6. Meeting internationally more often
The World Championship must remain the great annual celebration of our international class.
But the experience of recent years also raises another question.
Could we create more opportunities for sailors from different countries to meet between major championships?
Not necessarily another championship.
Something different.
An international gathering combining serious racing, training, friendship and the pleasure of spending several days together.
Italy has been considering the possibility of creating a recurring Flying Junior Mediterranean Cup, linked to an established international sailing event and capable of attracting sailors from several countries.
The project may have to wait until 2028, but perhaps that is not important.
What matters is the idea.
A three-day international meeting, with a full racing programme, technical exchange and social activities, could become another opportunity for our community to meet every year.
And although such an event might be hosted in Italy, its spirit should never be exclusively Italian.
It should belong to the international Flying Junior family.
7. A class that shares
The future of a small international class cannot depend only on increasing numbers.
Numbers matter, of course.
But what matters even more is creating reasons for people to join and reasons for them to remain.
Our strength lies in what we already possess:
boats with history; experienced sailors willing to share knowledge; young sailors eager to learn;
families and volunteers willing to help; National Associations with different traditions;
and friendships that already cross borders.
Perhaps our task is simply to connect these resources better.
A boat sitting unused can become somebody’s first racing boat.
An experienced sailor can become somebody’s first mentor.
A national training weekend can welcome sailors from another country.
A World Championship can create friendships that lead to the next international initiative.
Small actions can have large consequences.
8. Looking forward together
The future of the Flying Junior will not be created by one President, one Executive Committee or one country.
Nor should it be.
It will be created every time an experienced sailor helps a newcomer rig a boat.
Every time a club welcomes an FJ fleet.
Every time somebody lends a boat so that another crew can race.
Every time young sailors from different countries meet and decide they want to see one another again.
Every time knowledge is passed from one generation to the next.
And every time somebody discovers that this small dinghy can become part of his or her life.
The Flying Junior was born as a school boat.
Perhaps its future is to become something even more valuable:
a school of racing, a school of friendship and a school of sailing life.
Let us preserve what made our class special.
Let us also have the courage to let it evolve.
Let us create opportunities for the next generation to discover what generations before them have already discovered.
That the Flying Junior is much more than a boat.
It is a community.
And communities remain alive when people continue to build them together.
Stay Junior and Keep Flying.
Marco Lombardi
President, FJ Class Italia
On behalf of all those who believe that the Flying Junior is more than a boat.


Grazie Herman !!!
❤️❤️❤️