giovedì, Agosto 20, 2026

Storia di tre proteste protestate

La regata nazionale Classe FJ svoltasi a Brenzone sul Garda il 14 e 15 giugno 2025 ha visto la discussione di ben tre proteste. Nello spirito di amicizia e sportivita’ che caratterizza la Classe FJ, queste proteste sono state parte del gioco e sono state “giocate” con correttezza e rispetto dell’avversario, non lasciando alcuno strascico di acrimonia o risentimento, come sempre dovrebbe essere. Al contrario, ci hanno fatto imparare cose molto utili per le regate future. L’utilizzo della protesta (quando appropriato e leale) come uno degli strumenti del gioco non rende una Classe litigiosa, rende il gioco piu’ completo e interessante. In questo articolo raccontiamo qui i fatti salienti e le lezioni imparate dalle tre proteste in questione. Lo facciamo in modo informale ma i riferimenti agli articoli del regolamento sono ovvi.

Le prime due proteste vedono coinvolte tre barche: ITA 3776, ITA 3839 e ITA 9. I fatti sono questi: durante l’ultima prova della prima giornata, ITA 3776 sta inseguendo ITA 3839 su un bordo di bolina e vede quest’ultima che, girando la boa sopravvento, tocca la boa senza eseguire la prevista penalita’. ITA 3776 protesta ma ITA 3839 ritiene di non doversi autopenalizzare perche’ costretta a toccare la boa per evitare una collissione con ITA 9 quando quest’ultima non si teneva discosta da ITA 3839 pur non avendo, secondo ITA 3839, diritto di rotta. Quindi, per evitare la squalifica a seguito della protesta di ITA 3776, ITA 3839 e’ costretta a protestare ITA 9.

Le discussioni delle due proteste vengono naturalmente accorpate trattandosi essenzialmente di un unico episodio. I fatti addotti da ITA 3839 sono i seguenti: nell’ultima fase di approccio alla boa di bolina, ITA 3839 e ITA 9 procedevano entrambe mure a sinistra ingaggiate, con ITA 3839 sopravvento e leggermente arretrata rispetto a ITA 9. Quest’ultima, per sua stessa ammissione, non si era resa conto di avere ITA 3839 cosi’ vicina e alle spalle e quindi, gia’ prossima alla boa e una volta valutato di aver raggiunto la layline, ITA 9 si appresta a virare sull’ultimo bordo mure a dritta per passare la boa, e ITA 3839 e’ costretta a virare anzitempo (cioe’ poco prima della layline) per evitare la collissione, toccando di conseguenza la boa. Secondo ITA 3839, ITA 9 ha virato prendendo le mure a dritta ma senza darle il tempo e lo spazio per tenersi discosta.

ITA 9 invece aveva ritenuto di avere lo spazio sufficiente per virare senza entrare in collisione con ITA 3839, che secondo ITA 9 era ben più indietro. Sempre secondo ITA 9, ITA 3839 ha virato non per evitare la collisione con ITA 9 ma perché voleva voleva soprpassarla,  restando interno in boa, non calcolando che così facendo avrebbe toccato la boa.

I giudici hanno valutato che l’esecuzione della virata di ITA 9 era “legittima”, per cosi’ dire, ha cioe’ passato la prua al vento prendendo mure a destra e acquisendo diritto di rotta dando a ITA 3839 sufficiente spazio per evitare una collisione in quanto barca senza diritto di rotta a quel punto. Quindi ITA 3839 e’ stata squalificata per aver toccato una boa senza essersi autopenalizzata. Se l’avesse fatto, considerato che in fin dei conti un giro di penalita’ non fa perdere granche’, avrebbe evitato la squalifica e sarebbe salita sul podio anziche’ fermarsi al quarto posto.

Tuttavia, ITA 3839 ritiene che la “sentenza” abbia un difetto logico e si e’ appellata alla FIV per riaprire il caso. Insomma, ITA 3839 ha protestato la protesta di ITA 3776 e ha poi “protestato” l’esito della protesta. Ancora non e’ stata emessa la sentenza di appello.

La seconda protesta, nella seconda prova del secondo giorno, ha avuto come protagonisti, sulle due barche coinvolte, gli scriventi e quindi abbiamo qualche dettaglio in piu’ e maggiore precisione nella ricostruzione dei fatti. Poco prima dell’ultima boa e successivo stacchetto finale, si trovavano a contendersi la seconda posizione, dietro al primo ben distaccato, due imbarcazioni molto vicine: ITA 3811, avanti di poco, e ITA 3832 subito a seguire, ambedue mure a dritta al gran lasco.

Poco prima delle tre lunghezze, ITA 3832 si ingaggia, interna in boa, chiedendo lo spazio in boa al quale ha appena acquisito diritto. ITA 3811, che ha recepito l’ingaggio, si allargata quindi dalla boa di circa due metri e mezzo e risponde che c’è tutto lo spazio di cui hanno bisogno. Nella concitazione del momento, strambata e ammainata immediata dello spinnaker di ambedue le imbarcazioni, la timoniera di ITA 3832 capisce invece che ITA 3811 ha risposto negando l’avvenuto ingaggio. Si può ben immaginare che questo fraintendimento abbia creato un certo malumore e risentimento a bordo di ITA 3832, la quale insiste a gran voce che ITA 3811 si deve allargare e dare spazio per consentirle di girare la boa da barca interna.

Il timoniere di ITA 3811, certo di avere lasciato a ITA 3832 spazio sufficiente per infilarsi tra barca e boa (a quel punto entrambe le barche sono mure a sinistra e stanno per iniziare l’ultimo lato del percorso), mentre il proprio spinnaker sta terminando di scendere getta un’occhiata di lato per accertarsi della posizione dell’avversario ma, non vedendo più la sua prua e rendendosi conto che a bordo di 3832 vi sono problemi con l’ammainata, immagina che la barca avversaria, invece di approfittare dello spazio in boa sia scaduta verso destra e quindi essendo convinto che sia ormai dietro e sembrandogli inutile continuare a lasciare spazio ad una imbarcazione che non c’è , nella seconda metà del giro attorno alla boa stringe maggiormente l’accostata finendo per passare a poco più (o forse poco meno) di un metro dalla boa.

ITA 3832 aveva in effetti un problema nell’ammainata dello spinnaker, perche’ la cima della drizza si era incastrata nel bozzello della “pompa spi”, e quindi nella confusione aveva momentaneamente rallentato ed era scaduta sottovento a ITA 3811 (questo il momento in cui il timoniere di ITA 3811 aveva gettato l’occhiata di cui sopra). ITA 3832 decide quindi di lasciar perdere l’ammainata e provare a tagliare il traguardo in quelle condizioni un po’ precarie. La timoniera di ITA 3832 quindi cazza randa e orza per accelerare e girare la boa nello spazio interno boa che deve esserci perche’ ne ha diritto ma… lo trova occupato da ITA 3811 ed e’ costretta a una leggera poggiata per evitare di tamponare ITA 3811. Da bordo di ITA 3832 si levano copiose proteste nei confronti di ITA 3811, che secondo ITA 3832 doveva lasciare quello spazio libero per il suo “rientro”.

Secondo il punto di vista di ITA 3811, che sta cercando di capire cosa sia successo e perché ITA 3832 non si sia infilata subito nello spazio fra di essa e la boa, ITA 3832, avendo ritardato di qualche secondo la strambata rispetto a ITA 3811, si era trovata nella situazione di avere la propria prua non più tra la boa e l’avversario ma dietro la poppa di quest’ultimo. Avendo sembrato di udire ITA 3811 che negava l’avvenuto ingaggio e vedendo, come a confermare la cosa, che ITA 3811 si appresta a stringere la boa, ITA 3832 non forzava il passaggio e, invece di reclamare di nuovo lo spazio cui ha diritto, deviava sulla destra di 3811 per evitare una collisione. Così facendo restava da essa coperta perdendo la possibilità di superarla.

La regata termina con ITA 3811 avanti, che, dopo tagliato l’arrivo, si allontana al lasco per riordinare spinnaker e manovre. Una volta tornati indietro ed incrociando ITA 3832 viene da quest’ultima avvertita che ci sarebbe stata da parte loro una protesta per non aver lasciato spazio in boa. Testimone ITA 5 che seguiva a breve distanza e che nell’ultimo stacchetto è entrata in velocità sopravvento a ITA 3832 soffiandogli per pochi metri il terzo posto.

Si arriva cosi’ davanti al Comitato delle Proteste. Viene portato in giudizio dalle due parti il proprio racconto dei fatti e non viene negato da ITA 3811 l’ingaggio avvenuto correttamente già da prima di entrare nelle tre lunghezze. L’equipaggio di ITA 5 interrogato, dice solamente che aveva visto le due barche davanti molto vicine tra di loro ma non pronunciandosi col negare o confermare l’ingaggio, né definendo se era stato lasciato più o meno spazio in boa, quindi non dando nessun dato utile in più, visto che già ITA 3811 ha confermato che l’ingaggio vi era stato.

I giudici sarebbero d’accordo a dare ragione alla parte protestante, non considerando rilevante che ITA 3811 avesse lasciato dietro di se’ ITA 3832 nella seconda metà del giro attorno alla boa e giudicando essere stata quest’ultima penalizzata dall’accostata verso la boa eseguita da ITA 3811.

A questo punto però ITA 3811, analogamente al caso precedente, “protesta” la protesta, contesta cioe’ la ammissibilità della protesta di ITA 3832 a causa della mancata notifica di questa nell’immediato, essendo avvenuta solo a regata terminata, sostenendo quindi di non aver potuto eseguire la eventuale riparazione prescritta. In sostanza, ITA 3832 durante quelle fasi concitate, ha protestato in tutti i modi possibili eccetto nell’unico modo in cui doveva farlo, ossia pronuncinado la parola “protesta!”, cosa che ha fatto solo poco dopo aver tagliato il traguardo in quella condizioni precarie. Se l’avesse fatto al momento giusto, ITA 3811 sarebbe stata squalificata.

In base a questo “vizio di forma”, diciamo cosi’, i giudici ammettono l’insostenibilità della protesta e congedano le parti raccomandando: 1) al protestante, di far sempre presente immediatamente la volontà di protestare; 2) al protestato, che nel dubbio di avere commesso una scorrettezza, lo spirito sportivo richiederebbe che ci si autoinfliggesse la penalità senza bisogno di udire la parola “protesta”.

Conosci il regolamento, e sai cosa fare! Meditate gente, meditate!

(di Massimiliano Bianchi, con il contributo di Giulio Zanella)

1 commento

  1. Ieri al bila poco prima dell’arrivo del fortunale, con punte di ben 34 nodi sotto raffica, per una mia imperizia di condotta subito dopo la boa di poppa, toccavo un laser sottovento, poggiando per dare acqua ad un FJ che sooraggiungeva in poppa. Senza che vi fossero richieste di sorta, urla o altro abbiamo prontamente fatto 2 virate e 2 abbattute che ci hanno permesso di vedere la parte migliore del campo di regata…
    La massima che qui propongo è: fai la penalità senza tante storie come da prescrizione del regolamento… 1)ti rilassa mettendoti apposto la coscienza e 2)attizza ancor più la tia attenzione permettendoti performance quadi straordinarie!! Credeteci gente è accaduto!! ⛵️

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