Come costruire una mastra

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Come è iniziata   Andando in giro per regate, si è potuto verificare, in questi ultimi tre anni, che, anche se diverse barche sono già state attrezzate con una mastra derivata da quei disegni (o da idee analoghe), nella stragrande maggioranza, le barche meno recenti ne sono ancora sprovviste; ciò anche se, proprio per la loro non più giovane età, sono quelle che, più di altre ne avrebbero bisogno.   Pensandoci su, e parlandone con i potenziali interessati, ne abbiamo dedotto, molto semplicemente:

  • che non è poi così semplice trovare un artigiano capace di saldare profilati di alluminio o di acciaio inox;
  • che, una volta trovati gli artigiani adatti, non è così facile convincerli a fare un attrezzo così “rognoso”,  senza contare che i prezzi praticati da questi non sono sempre onestissimi.

Ne abbiamo dedotto che avremmo dovuto trovare una soluzione diversa, più agevole da realizzare e molto più economica; in altre parole, una mastra da poter costruire da soli, con materiali reperibili ovunque e, soprattutto, senza dover far ricorso ad attrezzi diversi da quelli che, normalmente, sono già presenti nelle nostre case. completezza economicità facilità di realizzazione attrezzatura.

La soluzione 

Ecco che, prendendo anche spunto da un esempio analogo, già applicato su un Clipper qualche anno fa dall’amico Lorenzo Bolla, ne abbiamo derivato un nuovo modello, un po’ più completo (è dotato anche degli spazi per alloggiarvi i sacchetti dello spinnaker) disegnato in modo tale che possa essere adattato ai diversi tipi di barca (Alpa, Clipper, Cima, Nautivela, Galetti, ecc.) soprattutto, in modo tale che possa essere fatto in casa, con poca spesa e con pochi e comunissimi attrezzi.

Procediamo alla costruzione  

Una volta comprato il compensato marino e quello che vi manca, queste le varie fasi di costruzione e le semplici operazioni da fare:


Mastra FJIniziamo, utilizzando il disegno in scala 1:1 che, quindi, una volta fatta la copia, siccome è in scala reale, vi sarà sufficiente appoggiare il disegno sul foglio di compensato e, tratteggiando i contorni del disegno stesso con un chiodino (o uno spillone o una qualsiasi punta fine), riportare esattamente la sagoma del disegno per poterla poi tagliare.  

 Fatevi stampare presso una eliografia o un qualsiasi service del progetto.

Scoprirete anche (a parte gli angoli e i fori di alleggerimento nella parte longitudinale di collegamento al carabottino, che potrete realizzare col trapano e una punta a tazza) che tutto il disegno è impostato su linee dritte e che, quindi, col seghetto, anche se non espertissimi di bricolage, non dovrete cimentarvi in impegnativi percorsi da rally.   Quindi, fissate il foglio su un supporto comodo, praticate i fori di invito e quelli da fare col trapano a tazza e (con tutte le precauzioni del caso) tagliate.   Tagliando la sagoma sul compensato, lasciate che le estremità della mastra siano più lunghe. Le taglierete solo dopo che avrete spostato, sulla barca (per adeguarla agli standards più recenti) la posizione delle lande (o dei golfari) delle sartie (fino a portarle, se ritenete, a circa 223-228 cm. dal filo esterno dello specchio di poppa).   Tagliate, quindi, ma solo dopo aver fatto numerose prove per verificare la giusta posizione della mastra sulla barca!   Questo per avere la certezza di non tagliare più del dovuto (a tagliare c’è sempre tempo).

Suggerimento pratico per la realizzazione del taglio senza inconvenienti di rottura

Per avere una buona condizione di supporto per effettuare i tagli, sarebbe meglio tagliare prima gli ingombri delle parti negative (i vuoti dell’alloggiamento dell’albero, delle sacche dello spi e dei fori di alleggerimento sulla razza di prua).   Solo dopo, ma sempre con cautela (per non fare e non procurarsi danni), tagliar via le parti esterne Dopo aver completato il taglio della mastra, la potrete mettere in morsa (magari con degli spessori di protezione per non lasciare segni di schiacciamento sul compensato) e procedere all’arrotondamento dei bordi del taglio.   Al contrario, i bordi dei vani interni (vuoti dell’alloggiamento dell’albero, delle sacche dello spi e dei fori di alleggerimento sulla razza di prua) lasciateli dritti ma non senza averli carteggiati bene sia per eliminare le sbavature del taglio e sia perché siano un minimo decorosi a vedersi.   L’arrotondamento (a toro) del bordo di taglio è indispensabile sia per non farsi male venendone a contatto e sia per rendere più solido e meccanicamente meno vulnerabile il compensato al contorno. Il taglio di aggiustamento della razza di prua dovrà essere fatto solamente dopo che avrete deciso come posizionare la razze laterali rispetto alle lande (o ai golfari).   Dalle nostre esperienze, potrete adottare diversi modi più o meno simili (fate voi); qui ci limitiamo a indicarvi quello più semplice e immediato (ma non per questo meno affidabile). Posizionare le razze laterali (come da Schema A) in modo che le lande vengano lasciate immediatamente a poppavia delle lande (o dei golfari) praticamente quasi a contatto ma lasciando uno spazio minimo (5-10 mm) per consentirvi un agevole montaggio/smontaggio delle sartie.   In questo caso, le razze verranno fissate ai bottazzi (alle due estremità laterali) con due bulloncini passanti da 4 mm, praticando i fori di fissaggio (sulle estremita delle due razze) a 1/3 e a 2/3 della loro larghezza.   Anche i bordi delle estremità laterali delle razze dovranno anch’essi essere arrotondati. dettaglio dettaglio   Quindi, ricapitolando nell’ordine:

  1. fissare provvisoriamente, simmetricamente e con precisione (con due morsetti) le estremità delle razze laterali ai bottazzi della barca;
  2. praticare i fori passanti (mastra+bottazzi) per i bulloncini di fissaggio;
  3. montare i bulloncini di fissaggio (due per lato); d) disegnare con una matita, sul rovescio delle estremità delle razze la linea di taglio delle estremità delle razze laterali usando, come guida, il rovescio del bordo dei bottazzi;
  4. disegnare la linea di taglio della razza di prua utilizzando, come guida, il bordo interno (poppiero) del carabottino;
  5. smontare i bulloncini;
  6. tagliare, dalle estremità delle razze (a prua e ai lati), le parti eccedenti;
  7. rifinire i bordi delle estremi delle razze;
  8. praticare i fori passanti (mastra+ mensola a L, come da Schema A) per i bulloncini di fissaggio della razza di prua al bordo del carabottino;
  9. rimontare il tutto per una prova di verifica completando il montaggio con i bulloncini di montaggio anche nella parte di prua della mastra;
  10. smontare il tutto, fare le ultime finizioni e verniciare la mastra (sopra e sotto) con almeno due mani di flatting; fissare al carabottino (con due bulloncini passanti da 4 mm) la mensolina metallica a L e montare definitivamente la razza Suggerimenti utili A complemento di quanto già detto, vorremmo dare alcuni ulteriori suggerimenti pratici.

Per rendere più agevole il fissaggio dei sacchetti dello spinnaker negli appositi vani, potrebbe essere utile aumentare lo spessore dei bordi di fissaggio incollando alla parte inferiore dei bordi (ovviamente prima della verniciatura finale), lungo i bordi stessi, degli spessori della larghezza di 2-3 cm ma non di più, non serve) ricavandoli dagli sfridi di compensato marino che vi saranno rimasti.   Siccome la funzione della mastra è soprattutto quella di contrastare la tendenza della barca a chiudersi per effetto dell’azione della ghinda, considerato che, per non aumentare spropositatamente il peso della mastra stessa, abbiamo usato un compensato da 8 mm e quindi di spessore limitato, per evitare che, ghindando, anche la mastra abbia a curvarsi verso l’alto, sarà opportuno montare, nella parte inferiore della mastra (a una distanza di 4-5 cm. dal filo di prua della sede dell’albero), un ponticello inox (con due bulloncini passanti da 4 mm e relativi dadi autobloccanti) a cui poter fissare un cavetto di ritenuta (una vera e propria controventatura) realizzato con una scottina di spectra da 5 mm (o con un cavetto di acciaio) la cui seconda estremità potrà essere fissata alla parte prodiera della rotaietta del piede d’albero .

Buon lavoro!

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