Avevo accolto con un po’ di titubanza l’invito del nostro segretario a scrivere un resoconto dei due giorni di allenamernto e regata passati il 5 e 6 aprile 2025 a Forte dei Marmi, ospiti della locale Compagnia della Vela (CVFM) perché essendomi trovato a vincere la regata mi sembrava poco elegante andare anche ad annoiare tutti con le mie considerazioni. Ma poi ho pensato che in realtà il merito della vittoria non è stato mio ma: (1) della nuova barca che sembra andare veramente bene; (2) delle condizioni del vento più che tranquillo, ottime per un vecchio ex regatante della Versilia estiva; (3) del mio prodiere che nonostante fosse venuto in barca con me solo altre due o tre volte non ha fatto un errore e anzi ha salvato una prova accorgendosi per tempo che di bolina ci stavamo trascinando attaccata al timone una canna piegata a metà; (4) sicuramente di un po’ di fortuna nella scelta dei bordi che ci hanno favorito. Con maggiore piacere scrivo poi queste righe in quanto per me queste due giornate hanno rappresentato il punto di arrivo di un lungo percorso di recupero e restauro di ITA 3811, la mia nuova barca, che è andata a sostituire la gloriosa ITA 3829 “Esperimento 6.2.6.1”. Restauro che mi ha visto impegnato, con l’inestimabile aiuto di Carlo Bernocchi, da settembre fino ad adesso quasi ogni momento libero.
Comincio da venerdì pomeriggio, quando con barca al traino sono arrivato alla CVFM, subito accolto con sollecitudine e cortesia dai gentilissimi Lorenzo Barberi, il presidente, e da Chiara Talini, l’istruttrice della scuola vela della CVFM la cui flotta-scuola include ora due FJ, che mi hanno aiutato a scaricare e mi hanno dato la possibilità di lavorare tranquillo ad armare per la prima volta la “nuova” barca. Tante cose da montare e da mettere a punto, non ultima l’apposizione del nuovo nome: “EX”. Nome scelto sia perché mi ricorda con il suo doppio fondo (che adoro) e con la sua poppa aperta (che adoro pure) il mio vecchio storico FJ “Prometeo” I-1717, uno dei pochi (credo solo due) FJ costruiti da Silenzi, sia perché è la mia decima barca (e dieci = e X!); sia perché mi sembrava divertente dire che vado a fare le regate con la mia ex (mia moglie non so perché non trova la cosa così divertente…). Comunque il venerdì alle 20.30 finisco una buona parte del lavoro con l’incarico lasciatomi di chiudere il lucchetto del cancello della CVFM quando fossi venuto via.
Sabato mattina, splendida giornata di sole quasi estiva, con brezza termica che cresce via via che il sole si alza nel cielo, arriva anche Niccolò, il mio prodiere, e ci rimettiamo al lavoro per sistemare le ultime cose. Nel frattempo la CVFM si anima, arrivano via via i ragazzi della scuola e arrivano tutti i concorrenti con i loro FJ e ognuno viene a dare un’occhiata alla nuova (ri)entrata nella flotta della FJ Class Italia. Mia grande soddisfazione, e penso anche di Carlo Bernochi, nel vedere molto apprezzato il lavoro di tanti mesi. Ha colpito molto il nuovo timone a pala mobile che ho voluto realizzare non fidandomi di averne solo uno a pala fissa; lavoro lungo, sicuramente migliorabile ma del quale sono comunque molto contento.


Verso l’ora di pranzo tutti in acqua, assieme agli allievi della FJ Racing Academy sui loro due FJ e alla istruttrice Chiara che ci segue con il gommone. Percorso su due boe bolina/poppa con Chiara che ci dà i 2 minuti per la partenza e che segue da vicino gli allievi con consigli e sollecitazioni. Bellissimo allenamento, molto serrato, in un susseguirsi di manovre coincitate, soprattutto fondamentale per me per rendermi conto delle cose che ancora non vanno a bordo e per affiatarci un po’, io e il mio nuovo prodiere. E di cose da sistemare ce ne sono diverse. Una volta tornati a terra lasciamo per un’oretta le barche armate esposta a raggiera nella piazzetta del pontile, per la promozione della Classe.


Ci rimettiamo poi subito al lavoro per correggere i problemi rilevati, interrotti solamente alle 19 dall’eccellente apericena (piu’ cena che aperi) offertoci dalla CVFM e dal nuovo ristorante che opera presso la sua rinnovata sede, con abbondante annaffiata di una veramente buona birra artigianale prodotta dal Birrificio del Forte, sponsor della manifestazione. Prima sullo spendido terrazzo, poi tutti seduti ai tavoli del ristorante con una memorabile calamarata allo scoglio. A questo punto, io stracotto, di corsa a nanna a Marina di Carrara a bordo della mia barca (il cabinato, che sull’FJ doppiofondo saremmo stati scomodi) assieme a Niccolò e ai Gabellini.

La domenica mattina il tempo è molto incerto, il cielo si copre quasi subito, il vento è più scarso rispetto al giorno precedente. Sulle Apuane che ci sovrastano intanto si addensano nuvoloni scuri che non fanno presagire niente di buono, mentre il meteo paventa la possibilità di un colpo di vento fino a 25 nodi nella seconda metà del pomeriggio. Speriamo in bene mentre diamo gli ultimi ritocchi alle cose da sistemare, poi briefing preregata, tutti vestiti, io con muta, sottomuta e spray top perché senza sole fa più fresco del giorno prima.

Prima prova, partenza quasi puntuale verso le 13.30 vicino alla testa del pontile da dove un assiepamento di spettatori riesce a seguire la regata. Partenza regolare, poco vento, 5 o 6 nodi, ma stabile; riesco a partire in terza posizione dietro agli agguerritissimi Zanella-Zanella, figlia timoniera e padre prodiere, e a Barberi-Bernocchi che bruciano tutti rischiando l’OCS. Mantengo in qualche modo la terza posizione tutta la bolina e quasi tutta la poppa, insidiato da vicino da Lombardi-Pinzauti e Gabellini-Morini, seguiti a breve distanza da Lucarelli-Lucarelli, figlio al timone e padre a prua, ma infine non riesco a sfuggire alla copertura del terribile Lombardi che mette il naso avanti alla mia poppa in prossimità della boa di poppa. Nel frattempo, occupati a battagliare sotto spinnaker con loro, ci facciamo passare da destra dai Gabellini proprio a pochi metri dalla boa. Quindi si gira la boa di poppa nell’ordine: Zanella-Zanella e Barberi-Bernocchi ben distaccati, poi Gabellini, Lombardi e noi. Qui succede il malestro: si incattiva malamente la scotta del fiocco dentro lo strozzatore della randa, creando un groviglio che ci impedisce di cazzare le vele. Quindi ci passano avanti anche i Lucarelli mentre noi scadiamo sempre più sottovento alle vele di tutti. Quando dopo uno o due minuti eterni e frenetici riusciamo a liberare le scotte, ormai abbiamo più di 50 metri di svantaggio rispetto al gruppetto che ci ha sorpassato. A questo punto, finiti sesti, sono un po’ scoraggiato ma il mio prodiere mi incita con “dai, che ora li riprendiamo!” Fosse facile! Viriamo di bordo per toglierci dagli scarti di tutti e ci facciamo un lungo bordo in aria pulita sul lato sinistro del campo di regata mentre tutti sono andati verso destra. La fortuna ci aiuta, la barca poi evidentemente tiene un buon passo e alla fine della prova siamo di nuovo terzi con un discreto margine. Un graditissimo complimento ci viene da Chiara Talini sul gommone di appoggio: “bella rimonta!” ci dice.

Si riparte velocemente per la seconda prova, sempre con un occhio alla nuvolaglia sempre più scura che ha ormai ricoperto completamente le montagne. Riusciamo a fare una buona partenza, la barca sento che cammina veramente bene, lavoro molto sulle onde con il peso del corpo mentre Niccolò sta a centro barca. Viriamo sugli scarsi cercando di controllare gli avversari ancora tenendo la sinistra del campo e, in capo a quattro bordi, alla boa di bolina questa volta siamo in testa noi tallonati da vicino da Zanella-Zanella. Nel lato di poppa per fortuna gli altri sono più distanziati e posso concentrarmi unicamente a cercare di non farmi sventare dal minaccioso spinnaker bianco e viola degli avversari. Riusciamo ancora a guadagnare qualche metro e alla boa di poppa abbiamo cinque o sei lunghezze di vantaggio che perdo quasi subito essendo costretto ad eseguire due virate di seguito per cercare di mettermi tra Zanella-Zanella e la boa di bolina. A quel punto mi stanno per sfuggire da sottovento non essendo riuscito a coprirli ma facendo ricorso alla tattica segreta appresa da Paul Elvstrom (che essendo segreta non posso quindi rivelare!) e soprattutto grazie alla velocità di Ex, piano piano riesco a metterli sotto alle mie vele e a tenerli sotto, virata su virata, per tutta la bolina, e a guadagnare perciò ancora un bel po’ di strada.
Di poppa, belli liberi, incrementiamo il vantaggio (allora ‘sta barchetta cammina davvero!) e terminiamo la seconda prova noi primi e Zanella-Zanella secondi, seguiti a notevole distanza dal resto della flotta. A questo punto, noi un terzo e un primo posto, loro un primo e un secondio, sono sempre in testa loro. Per la terza prova ci tocca aspettare. Il vento è calato molto e abbiamo terminato la seconda con una certa difficoltà a tenere gli spinnaker gonfi. Una volta arrivati il vento era calato del tutto e con un gran sbattimento di vele restiamo a ciondolare una ventina di minuti con la quasi certezza che ci sarebbe arrivato addosso il fronte di nuvole che dalle Apuane si fa sempre più vicino e minaccioso, non più tenuto a bada dal poco vento di SW che c’era stato fino allora. Invece, miracolo, rientra un vento da W, bello fresco; il comitato rettifica la posizione della boa di bolina e si riparte. Partenza con lato boa favorito, cerco di osare il tutto per tutto ma parto con qualche secondo di anticipo, devo poggiare lungo la linea per non andare fuori e alla fine, complice un po’ di corrente, vado a strusciare ben bene contro la boa. Sono un pollo! Giriamo attorno alla boa per ripetere la partenza mentre tutta la flotta ci sfila davanti mure a dritta. Ripartiamo mure a sinistra penultimi, tallonati da un infelice Gabellini anche lui costretto a virare sulla linea.
A questo punto certamente le buone qualità della barca si fanno sentire, la fortuna ancora una volta ci aiuta con qualche salto di vento, ancora ci aiutano gli Zanella-Zanella che vedendoci bene indietro non ci coprono e, se non mi sbaglio, a due terzi del lato di bolina siamo di nuovo in testa inseguiti dalle minacce di Carlo Bernocchi che continua a sostenere che sto pompando e timonellando, cosa assolutamente da escludere perché sto solamente assecondando le onde per tenere l’albero fermo, cosa che gli faccio notare mentre gli viriamo sopra: “Vedi che l’albero è fermo? Non sto pompando proprio niente! Leggi il libro sulla vita di Elvstrom!” Non so se si è convinto o no ma il risultato dei miei sforzi è che alla boa di bolina siamo ancora una volta in testa, posizione che manteniamo poi facilmente per tutta la regata, guadagnando via via sempre qualcosa ad ogni lato senza doverci preoccupare altro che di mantenerci tra la boa successiva e gli avversari ben distanti.
Intanto è salito un mezzo metro di onda che, quando rientriamo a terra una volta terminata anche l’ultima prova, fa scavallare le barche rendendoci faticoso rimontarle sui carrellini per tirarle su nonostante che siamo andati ad atterrare dal lato sud del pontile dove onda ce n’è un po’ meno. Una volta rientrati veniamo ben bene sfottuti e mobbizzati dai decani della flotta come è giusto e si conviene da parte di chi si vede passare avanti da dei novellini! Giulio Zanella invece, con molta sportività si complimenta con noi rimpiangendo di non aver fatto l’ultima regata coprendoci; ma anche io se avessi visto il diretto avversario partire quasi ultimo non mi sarei più preoccupato di coprirlo.
Siamo stati molto fortunati con il tempo perché non pensavamo proprio di riuscire a completare le tre prove e anzi eravamo quasi sicuri dopo la seconda di dover tornare di corsa a terra con il maltempo scatenato sopra di noi. Poi bella premiazione sulla terrazza della CVFM con un nuovo omaggio di birra come parte dei premi per i partecipanti, questa volta bella forte, 7,5 gradi, che ci siamo ben guardati dal tracannare subito dovendo guidare poco dopo; e poi via, barche caricate, a casa a riposare con il ricordo della grande accoglienza riservataci dalla CVFM e di queste due intense giornate, per me di grande significato per la fine del duro lavoro di refitting della barca, per l’inizio di una stagione nella quale non sapevo se la nuova barca sarebbe stata migliore della vecchia o no, e infine perché l’ultima volta che avevo regatgato alla CVFM era stato nel 1975, 50 anni fa, con il mitico Prometeo, e anche allora eravamo arrivati primi!
(grazie a Francesca Monzecchi per le foto, l’album completo e’ disponibile cliccando qui.





