domenica, Aprile 14, 2024

Storia di un cammino verso il titolo di Campioni italiani

I Campioni italiani 2023, Stefano Baciga e Marcello Cassini, ci raccontano il loro lungo cammino da laseristi qualunque al massimo titolo nazionale.

MARCELLO:

Correva l’anno 2017 quando la mia conoscenza marinaresca si limitava a poco più di un palo di alluminio, una vela, uno scafo di plastica, un timone ed una scotta.

Si regatava un po’ in giro per l’Italia ed esagerando vinceva chi schiattava per ultimo … almeno ai nostri mediocri livelli.

La mitica compagnia delle derive Fitzcarraldo di Brenzone capitanata da Luigi Candela organizzò un allenamento FJ con il nostro amato allenatore di laser argentino Martin Flores.

Io e Stefano per gioco ci buttammo dentro. Così mi accorsi che in una barca a vela bisogna anche saperci lavorare, io che manco tuttora sono capace di attaccare un chiodo al muro!!!

Fu un mare di …. Soldi

Andammo a San Benedetto del Tronto per comperare SOFJA, 1200 km fatti in giornata su un camioncino della ditta del mio futuro timoniere Stefano!

Lavori presso:

  • Cantiere Torboli di Riva del Garda
  • Cantiere Dal Ferro Garda
  • Cantiere Faccenda Livorno, ben 2 volte.

Tutto per migliorare SOFJA

Si vinse una tappa nazionale e comunque ottimi piazzamenti in altre regate.

Secondo noi di più non poteva darci questa barca

Si decise di provare a vendere.

Abboccò all’amo un certo Giulio Zanella con la sua (all’epoca) bambina Sofia.

Stop!!

Credo dopo un anno e mezzo circa saltarono fuori i problemi psichici infantili del mio timoniere.

Sognava fin da piccolo di avere una barca in legno.

No che ti capita di conoscere il figlio* di Federico Radente il quale appunto aveva un FJ in legno da vendere!

Questa volta però ci si informò per benino.

Ci si consultò con persone fidate.

Così da Bergra arrivò Sofj.

E … non fu un mare di soldi, ma un mare di rotture.

Come per Federico ed Andrea anche noi abbiamo conosciuto il nostro Radente: Giancarlo Verlato con le mani ed il cuore d’oro!

Perché se ti prendi una barca di legno qualcosa di diverso c’è.

Aveva ragione Stefano con i suoi problemi d’infanzia.

Mi avevate chiesto un report delle due regate più importanti della stagione 2023?

Ma se non ci fosse stato questo passato non ci sarebbe stata questa “gloria”.

Per fare bene bisogna allenarsi, bisogna essere circondati da persone che danno e creano fiducia. … che poi il salto di vento favorevole mica arriva per caso, arriva perché lo hai creato!!

Sono convinto che dietro ogni uomo c’è sempre una grande donna:

grazie Sana!

*solo più tardi si scoprì che Radente non aveva figli… ma Federico Quandimatteo per via di scherzi non lo batte a nessuno!

Ed ora la parola allo psicopatico con il trauma infantile.

STEFANO:

Effettivamente Marcello non lo sa che per davvero ho avuto uno shock da piccolo: mio padre possedeva un Vaurien di legno che purtroppo durante un brutto temporale è finito a scogli distruggendosi e la cosa mi era dispiaciuta moltissimo.

Avevo 5 anni ma lo ricordo ancora molto bene, che centri davvero qualcosa con l’acquisto del nostro ormai amato Van Dusseldorp??!!

Detto questo a me tocca la parte meno ludica del racconto, ovvero il resoconto della regata.

Si comincia sul Garda, appena terminata la bellissima iniziativa dello Youth Meeting (con parecchi infiltrati non proprio Youth) con l’Europeo open.

La banchina del circolo Acquafresca è piena di vita, affollata dai tanti appassionati che preparano e coccolano le proprie barchette come fossero dei cavalli di razza pronti per la gara.

Tutto questo in un’atmosfera di grande cordialità e condivisione, regolando le barche, aggiustando qualche rottura scambiandosi reciprocamente consigli.

A terra non ci sono avversari ma solo amici.

Questo a parer mio è il vero fascino nascosto della classe Flying Junior che attira come una calamita tutti coloro che hanno la fortuna di entrarvi in contatto!

Tanti sono gli scafi di legno. Incantano con le loro nervature che sembrano vive al sole, non c’è un solo turista che passando non si fermi a fotografare ed ammirare il fascino di queste barche senza tempo.

Nel primo giorno di regata viene disputata solo una prova.

Vento leggero, instabile ed una forte corrente, abbastanza anomala sul lago, rendono la vita complicata a tutti.

Nel secondo e terzo giorno invece sale in cattedra l’Ora, la famosa termica pomeridiana del Garda che ruota a destra nel corso delle ore trasformandosi in quella che noi locali chiamiamo Fasanella.

Gli olandesi da battere Hylke Sasse e Madlein Van Der Hout con due primi e due secondi prendono il comando della classifica con un buon margine.

L’ultimo giorno comincia presto con partenza alle 8:30.

Molte sono le facce preoccupate a terra.

Il Pelèr, la termica che soffia al mattino, talvolta può essere anche un po’ cattivo ma in questa giornata ci accoglie gentilmente.

Oggi vuole farsi voler bene. L’aria è pulita, scende dalle montagne ed entra da nord nel Garda.

Il sole al circolo Acquafresca è ancora nascosto ma si vedono già distintamente le ochette bianche che brillano sull’altra sponda del lago.

Lentamente, ancora un po’ assonnati ed infreddoliti gli equipaggi escono dallo scivolo. Ed ecco ad un certo punto la magia del sole e del vento che quasi all’unisono ti abbracciano e ti scaldano in questa cornice meravigliosa.

Altre due prove vengono portate a termine.

Hylke e Madlein con un 6 ed un altro 1 vincono già matematicamente il campionato.

Per il podio invece ci sono 4 equipaggi in 2 soli punti.

Tutto si gioca nell’ultima regata pomeridiana. 

Il primo tentativo viene annullato dopo una bolina per un salto di quasi 40° a destra del vento.

Al secondo invece io e Marcello, attualmente quinti in classifica generale partiamo molto bene e restiamo al comando quasi tutta la regata.

Purtroppo per noi per battere i nostri 3 diretti avversari abbiamo bisogno di due o tre punti di margine.

All’ultima poppa invece sono tutti lì dietro: secondo, terzo e quarto… Un po’ demotivato mi faccio pure infilare alla boa e tagliamo 2.

I tedeschi Riffler/Ruthing conquistano il secondo posto mentre il nuovo e fortissimo equipaggio argentino Lombardo/O’Connor all’esordio nella classe FJ chiude il podio con un incredibile risultato.

Quarti gli olandesi Aarts/Aarts e quinti noialtri con un po’ di amaro in bocca**, anche se ad inizio campionato ci avremmo fatto letteralmente la firma per un risultato così!

Non voglio dimenticare di citare tutto lo staff del circolo Acquafresca che ha organizzato l’evento in maniera magistrale e permesso a tutti di divertirsi e portarsi a casa un bellissimo ricordo di questo campionato europeo 2023

** (amaro in bocca anche perché alla sesta regata ci becchiamo una protesta che poi in discussione con il comitato di giuria perdiamo, a parer nostro ingiustamente, che ci toglierà poi la possibilità di arrivare secondi in classifica generale. Ma anche questo fa parte di un campionato!)

P.S.Giorgio. MARCELLO (supportato da STEFANO):

Non poteva iniziare meglio la trasferta a P.S.Giorgio per il mio timoniere tutto euforico perché, oltre a caricare la nostra barca stagionata, imbarcava con sé in macchina 4 fresche fanciulle.  Lo sapevo. Avremo vinto. 

Io imbarcavo tutta la cara famiglia (Santo subito!). 

Aspetto Stefano allo Yacht Club Italiano di Porto San Giorgio. 

Quando invece lo vedo arrivare solo soletto al circolo penso tra me e me che potrebbe mettersi male!

Facciamo in fretta ad armare per poter partecipare alla practice race. Pochissimo vento. La barca non va. Non siamo contenti. Ma io sapevo bene il perché!! 

La mattina seguente salutiamo tutti i nostri avversarsi con la solita serena e calda atmosfera.

Il vento si fa attendere e sarà così anche per i giorni successivi.

Verso le quattordici sale una brezza da sud. Si passa dai 12-15 nodi di Brenzone ai 6-8 di porto San Giorgio.

Tutte e tre i gironi il vento tende ad aumentare con il passare delle ore del pomeriggio arrivando a toccare punte massime di 12-13 nodi ruotando sempre verso destra.

Stefano è concentrato. Già gli è’ passata la bidonata ed il famoso amaro in bocca…. Cosa possa essere successo la notte precedente non sa da indagare!! 

Partiamo bene praticamente sempre.

Fuorché ad una prova dove sicuramente saremo stati UFD (ma secondo molti per un errore accidentale del comitato che ha suonato il via con 3 sec. di ritardo).

Solo una grande paura, “November” alzata! Ripartenza generale. 

Nella prima giornata dopo un 6-5 si vince l’ultima prova dove appunto sale l’intensità del vento.

Il secondo giorno di regate, dopo esserci complimentati con la nostra barca per l’ultima prova vinta, lei ci sorprende con 1-3-1 di giornata.

Siamo gasati.

Anche se con poco vento siamo primi in classica.

Non abbiamo più la scusa di essere un equipaggio pesante.

I campioni italiani dell’anno scorso vincono due proteste dove il capitano Fabio sfoggia la sua parlantina ed audacia e ci segue ad un punto. 

L’ultimo giorno di regata Fabio ed Adriana scendono parecchio in anticipo in acqua e non sappiamo se preoccuparsi o meno di questa scelta tattica.

Senza presunzione, onestamente, eravamo molto tranquilli.

Come già detto poco vento e molto oscillante.

Si parte.

La tensione ora inizia a salire.

Fabio ed Adriana ci precedono chiudendo secondi la prova, noi 5.

Adesso siamo scesi in seconda posizione in classifica generale.

Speriamo in un’altra partenza che viene data alle ore 15.53 (l’ultimo segnale di partenza non poteva essere dato dopo le 16). Possiamo ancora farcela.

Infatti, alla partenza vediamo Fabio ed Adriana lontani vicino alla barca giuria.

Scelta sbagliata. !!

Si, avete letto giusto: anche Maestro Fabio e Santa Adriana possono sbagliare.!!!!  

Alla boa di bolina siamo secondi appena dietro alle ragazze argentine.

Giù di poppa, su di spi.  

Scegliamo il momento perfetto per la strambata ed in boa prendiamo noi l’interno.

Nel frattempo, la giuria stabilisce la riduzione di percorso e ci dirigiamo PRIMI verso il traguardo. 

Abbiamo vinto, siamo campioni italiani!

Stefano non si fa mancare il tuffo in mare. 

Quest’anno chiudiamo pure la stagione con il titolo di miglior timoniere e prodiere italiano. Stagione fantastica sotto tutti i punti di vista. Hilke… stiamo arrivando!! 

Anche in questa occasione vogliamo ringraziare la perfetta organizzazione dello Yacht Club Italiano di Porto San Giorgio 

Ma più di tutto ancora grazie a tutti voi che ci sopportate e … ci guardate la poppa. 

Forza SOFJ

Marcello

1 commento

  1. O Raga (Stefano soprattutto) qui di Psicopatika ce n’è una sola per cui cambiate subito patologia!!
    Ci vediamo sab e dom a Brenzone!!
    Marco Lombardi

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